
19 marzo 2026
Il settore del biologico in Toscana è uno dei più rilevanti in Italia sia per dimensione agricola che per peso economico, ma presenta anche alcune criticità legate alla distribuzione del valore. I dati raccontano che gli operatori biologici superano i 7.600 tra aziende e operatori, con il 48% di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) coltivata con metodo biologico.
Circa un’azienda agricola su cinque è biologica. Il biologico toscano rappresenta circa l’8% del totale nazionale. I finanziamenti pubblici (CSR 2023–2027) dedicati al settore sono pari a circa 231 milioni di euro.
I distretti biologici ufficialmente riconosciuti raggiungono ormai quota tredici. I distretti biologici rappresentano oggi il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodo biologico in Toscana, per un totale di 13 realtà riconosciute che interessano 76 Comuni e 5.214 aziende agricole.
“Le aziende biologiche in Toscana sono mediamente più giovani (56 anni di media contro i 63 dell’agricoltura convenzionale) – spiega Sara Turchetti, ricercatrice Irpet – con il 35% condotto da donne. Il tasso di mortalità aziendale è più basso (46,8% delle biologiche a fronte del 60% totale). L’incidenza delle società è molto maggiore rispetto alle altre (30% contro l’8%). In media la dimensione delle superfici coltivate è più elevata: 35 ettari a fronte dei 10 ettari delle convenzionali”.
Il problema principale non è la produzione ma la distribuzione del valore lungo la filiera. La redditività risulta ancora disomogenea tra aziende, spesso dipendente da sussidi pubblici. La provincia di Siena è il caso più rilevante in Toscana per numero di aziende biologiche. Il 25,7% delle aziende agricole è biologico (tra le aziende associate CIA) e il 45,6% della superficie agricola è bio.

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