
13 luglio 2026
Il progetto del Distretto biologico della Valdelsa compie passi decisivi. Nell’ultimo mese i Consigli comunali di Poggibonsi, Colle di Val d’Elsa e Certaldo hanno approvato lo schema di accordo o l’adesione al nuovo organismo, destinato a riunire nove amministrazioni dell’area senese e fiorentina. A Poggibonsi il via libera è arrivato all’unanimità il 30 giugno, Certaldo ha votato il 2 luglio.
La rete comprende anche Casole d’Elsa, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione, Montespertoli e San Gimignano. Capofila del percorso è l’associazione Biodistretto di San Gimignano che coordina il confronto avviato con enti locali, aziende agricole e operatori economici.
L’obiettivo è costruire una strategia comune per aumentare le superfici coltivate con metodo biologico, sostenere le imprese interessate alla conversione e rafforzare l’intera filiera: produzione, allevamento, trasformazione, vendita e promozione turistica. Il Distretto punta inoltre a integrare politiche agricole, ambientali ed economiche, valorizzando paesaggio, risorse naturali e produzioni locali.
Per le amministrazioni coinvolte, la nuova alleanza potrà facilitare l’accesso a finanziamenti, favorire progetti condivisi e offrire maggiore visibilità alle eccellenze agroalimentari, collegando la qualità delle produzioni alla tutela del territorio e all’attrattività della Valdelsa.
L’approvazione nei singoli Consigli rappresenta però soltanto una tappa preliminare. Nei prossimi mesi i Comuni e il Biodistretto dovranno sottoscrivere formalmente l’accordo. Seguirà un avviso pubblico per raccogliere le adesioni dei soggetti privati interessati, indispensabili per dare al progetto una base economica e produttiva concreta.
Il soggetto referente presenterà quindi alla Regione Toscana la domanda di riconoscimento, allegando l’accordo di distretto, il regolamento dell’assemblea e il progetto economico territoriale integrato. Una commissione tecnica regionale valuterà la documentazione, la coerenza delle attività e il requisito minimo del 30 per cento di superficie agricola utilizzata condotta con metodo biologico. Il procedimento amministrativo dovrà concludersi entro novanta giorni. Solo il decreto regionale trasformerà così l’intesa politica e territoriale nel Distretto biologico ufficialmente riconosciuto.

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